La notizia del giorno è senza dubbio il crollo di Alphabet-Google, definito un “bagno di sangue” da The Economist, insieme alle reazioni fortemente negative alle trimestrali di Amazon e Intel. È un segnale che il mercato sta iniziando a chiedere conto dei ritorni sull’investimento nell’AI, e che la fiducia nelle Big Tech non è più incondizionata.

La volatilità dei titoli tecnologici è drasticamente aumentata. WSJ riporta come il selloff tecnologico si estenda, con Intel che crolla del 25% nel premarket. Il mercato appare meno disposto a premiare la crescita a tutti i costi, e sempre più preoccupato per capex, free cash flow e domanda finale dei servizi AI.

Si tratta di una vera e propria crisi di fiducia, alimentata dalla crescente preoccupazione per i tassi di interesse e per il rallentamento della domanda. Il mercato sta chiedendo ritorni concreti, e la narrativa sul potenziale illimitato dell’AI non basta più a sostenere i prezzi dei titoli.

Questa situazione non è limitata a una sola azienda: l’intero settore tecnologico è sotto pressione. La reazione negativa del mercato alle trimestrali di Alphabet, Amazon e Intel indica che la crescita senza ritorni non è più sufficiente. Il mondo dell’AI sta vivendo una fase di profonda incertezza, alimentata da una narrativa che non è più sostenuta da risultati concreti.

The Economist parla di un “bagno di sangue” per Alphabet, mentre WSJ sottolinea come “fears around AI trade stoke” le preoccupazioni del mercato. È chiaro che la narrativa sull’AI non basta più: il mercato sta cercando ritorni concreti, e la volatilità dei titoli tecnologici è destinata a rimanere alta fino a quando questa crisi di fiducia non sarà risolta.

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