Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) ha precisato che non ci sarà “nessuno stop alla guida autonoma”, ma le parole non bastano a dissipare le preoccupazioni delle imprese del settore. Il nuovo Codice della strada, infatti, impone comunque la presenza di una persona a bordo e limita i test per l’omologazione, creando uno scenario che rischia di rendere l’Italia meno competitiva rispetto ad altri Paesi europei. Come riporta economyup.it, Germania, Francia, Croazia e Slovacchia autorizzano già veicoli senza conducente, attirando investimenti e sperimentazioni internazionali. Verne, società di robotaxi, opera a Zagabria senza conducente, con monitoraggio da remoto. In Italia, invece, la startup del Politecnico di Milano Niulinx continua a testare la sua Fiat 500 elettrica, ma con un safety driver a bordo, nonostante l’autorizzazione ottenuta a giugno 2026. Giulia Pastorella, deputata di Azione e componente della Commissione Trasporti alla Camera, ha criticato la posizione del Mit definendola una “presa in giro”.

La vicenda solleva una riflessione più ampia sulla difficoltà dell’innovazione in Italia: competenze scientifiche e tecnologie sono disponibili, come dimostra il caso di Niulinx, che ha raccolto 38 milioni di euro da investitori come A2A, CDP Venture Capital e Ferrovie dello Stato, ma resistenze culturali, cautele politiche e confusione normativa spesso impediscono di tradurre questa potenzialità in applicazioni concrete. Il rischio è che l’Italia continui a finanziare imprese innovative senza creare le condizioni perché possano crescere e generare valore industriale nel Paese.

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