La proprietà intellettuale rappresenta un asset strategico per le organizzazioni ed è fondamentale tutelarla, sia dal punto di vista legale sia attraverso misure di cybersecurity, per garantirne disponibilità, integrità e riservatezza, preservando così il vantaggio competitivo.
In questo approfondimento pubblicato su Cybersecurity360, vengono analizzate le misure pratiche per proteggerla, dall’identificazione delle “Crown Jewels” alla prevenzione dell’esfiltrazione dei dati tramite tecniche come phishing, DNS tunneling, RAT e APT. Vengono inoltre evidenziati gli strumenti utili, come DLP, CASB, monitoraggio UEBA/SIEM e controlli sugli endpoint, insieme all’importanza della cifratura dei dati a riposo e in transito, utilizzando tecnologie come AES, TLS e HSM.
Infine, si sottolinea come la gestione delle chiavi e l’integrazione di politiche, registri e prove operative siano essenziali per garantire la conformità a normative come NIS2, DORA e GDPR, e per proteggere i dati critici aziendali.
La protezione della proprietà intellettuale: un asset strategico da tutelare per garantire il vantaggio competitivo
La protezione della proprietà intellettuale (IP) è un tema cruciale per qualsiasi organizzazione, indipendentemente dal settore di appartenenza. Brevetti, codice sorgente, formule, progetti industriali, segreti commerciali, liste clienti e strategie aziendali costituiscono il patrimonio informativo che garantisce il vantaggio competitivo di un’azienda. La loro perdita o divulgazione non autorizzata può compromettere il posizionamento di mercato, favorire la concorrenza e generare contenziosi e sanzioni, oltre a danni economici e reputazionali significativi.
Per questo motivo, è fondamentale adottare una strategia di protezione basata su una mappatura accurata delle minacce e delle modalità con cui tali informazioni possono essere esposte. Comprendere quali siano gli attori potenzialmente coinvolti, le vulnerabilità sfruttabili, i canali di accesso e le modalità di attacco consente di prevenire anche fenomeni come l’Insider Threat e di definire controlli proporzionati al rischio.
Le tecniche di esfiltrazione dati: dal phishing al DNS tunneling, RAT e APT
L’esfiltrazione dei dati rappresenta una delle minacce più insidiose per la sicurezza della proprietà intellettuale. Si tratta del trasferimento non autorizzato di informazioni sensibili al di fuori dell’infrastruttura aziendale, spesso nascosto all’interno del normale traffico di rete.
Questi attacchi iniziano frequentemente con campagne di phishing e social engineering, che portano alla compromissione delle credenziali o all’apertura di allegati malevoli, consentendo l’esecuzione di codice dannoso sui sistemi aziendali.
Secondo quanto riportato su Cybersecurity360.it
https://www.cybersecurity360.it/cyber-intelligence/proprieta-intellettuale-come-proteggerla-nel-ciclo-di-vita-dalla-mappatura-alla-cifratura/
Autore: Federica Maria Rita Livelli
Business Continuity & Risk Management Consultant - Autrice di libri sui temi della Business Continuity, Resilienza Organizzativa e Cybersecurity - Cyber Resilience Committee BCI - Membro del direttivo CLUSIT