Secondo cybersecurity360.it, sono state hackerate le app di emergenza in Ucraina e Russia, diffondendo falsi allarmi nucleari, chimici e missilistici. L'obiettivo è colpire la fiducia della popolazione civile, non solo le infrastrutture. Alessandro Curioni, fondatore di DI.GI Academy, dichiara: “Non sappiamo se i due episodi siano collegati, né chi ne sia responsabile, ma quale sia la conseguenza è abbastanza chiaro: colpire la fiducia prima ancora delle infrastrutture”.

La guerra in Ucraina, in corso dal 2022 e che a febbraio entrerà nel quinto anno, è stata caratterizzata dall’uso di app di emergenza per allertare i civili. Tuttavia, secondo cybersecurity360.it, gli attacchi hacker a queste app hanno generato confusione e panico. Il Ministero della Trasformazione digitale dell'Ucraina ha consigliato di seguire le sirene d’allarme e altri sistemi di informazione rimasti attivi. Gli attacchi hanno diffuso disinformazione, come segnalazioni di attacchi nucleari e chimici, e causato la disattivazione delle notifiche per evitare il panico, con l'aviazione ucraina che ha avvertito tramite Telegram: “Sembra che sia stata soggetta a un’influenza straniera. Non c’è alcuna minaccia di radiazioni, state calmi e seguite le notizie su Telegram”.

Pierguido Iezzi, Direttore Cyber Zenita Group, aggiunge: “Se il primo attacco è opera di Mosca e il secondo è la risposta di Kyiv, le due operazioni cyber colpiscono lo stesso tipo di bersaglio con obiettivi militari diversi”. L'uso di falsi allarmi aumenta l'effetto degli attacchi reali, causando esitazione nella popolazione e potenzialmente più vittime.

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