Le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti hanno portato a un netto aumento delle misure restrittive nei confronti dei data center per l'intelligenza artificiale (AI), in risposta ai timori delle comunità locali riguardo ai consumi energetici e idrici, al rumore e agli impatti ambientali. Le misure sottoposte al voto in dieci Stati hanno prevalso con un risultato di 43 a 1, segnando un cambiamento significativo nel panorama normativo, come riportato da Maria Curi su Protocol.

Il caso Texas e l'effetto domino

La neoeletta governatrice del Texas, Gina Hinojosa, ha promesso di mantenere la moratoria sui nuovi impianti fino all'approvazione di regole su acqua, elettricità, qualità dell'aria e diritti dei proprietari. Questo potrebbe avere ripercussioni a livello nazionale, considerando che circa il 60% della capacità pianificata per il 2028 potrebbe subire ritardi, secondo le analisi riportate da Curi.

Le richieste delle comunità

Le comunità non rifiutano l'AI o gli investimenti, ma chiedono condizioni chiare: chi paga i costi e chi beneficia dei vantaggi, come vengono usate le risorse e quali sono gli impatti ambientali. Le grandi aziende tecnologiche stanno rispondendo con piani di investimento locale e promesse di maggiore responsabilità. Amazon ha annunciato un miliardo di dollari in cinque anni per le comunità che ospitano i suoi data center, mentre Microsoft ha presentato un piano che include il pagamento dei costi energetici, la tutela delle risorse idriche e investimenti in formazione e servizi locali.

Un investimento da 10.000 miliardi

Secondo le stime riportate da Curi, nei prossimi anni si prevede un investimento di circa 10.000 miliardi di dollari entro il 2032 per costruire data center, reti elettriche, chip e altre infrastrutture fisiche, principalmente negli Stati Uniti. Questo rende le decisioni locali sempre più rilevanti per il futuro dell'AI e per il mercato globale.

L'avvertimento di OpenAI

OpenAI ha recentemente messo in guardia i politici favorevoli a una moratoria sui data center, affermando che bloccare oggi le infrastrutture potrebbe significare ritrovarsi domani con una capacità di calcolo insufficiente per competere con Pechino.

L'azienda ha presentato un accordo per le comunità e un documento di indirizzo sui "campus di calcolo", promettendo che la costruzione di queste infrastrutture sarà "un'opportunità economica netta" senza pesare su cittadini e contribuenti. Tra gli impegni: il pagamento dell'elettricità e delle infrastrutture necessarie, garanzie finanziarie per proteggere gli utenti in caso di ridimensionamento o cancellazione dei progetti, piani sull'acqua e la pubblicazione dei consumi e degli studi sul rumore, oltre al coinvolgimento dei residenti nelle scelte e alla rendicontazione annuale dei risultati.

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