La Threat Intelligence è, oggi, uno strumento chiave per anticipare i vettori d’attacco, soprattutto in un contesto in cui le organizzazioni gestiscono grandi quantità di dati sulle minacce, ma spesso faticano a trasformarli in decisioni operative concrete. L’obiettivo non è solo sapere che esistono minacce, ma capire quali contano davvero per la propria organizzazione e come agire.
I cyber criminali non operano quasi mai all’improvviso. Agiscono in modo strutturato: studiano le vittime, acquistano accessi e credenziali sui mercati clandestini, riutilizzano infrastrutture e strumenti già impiegati contro altre organizzazioni. È importante evidenziare che, spesso, molte di queste attività lasciano tracce osservabili prima che l’attacco arrivi a destinazione. Ne consegue che, chi sa leggerle, può intervenire in anticipo.
Ciò implica, in termini concreti, migliorare le difese, ridurre i rischi e prevenire attacchi prima che causino danni.