Una crisi finanziaria delle grandi telco, un'opportunità per i piccoli operatori, la mancanza di sostegno pubblico per il 5G. Sono gli elementi che secondo Giovanni Zorzoni, vice presidente dell'AIIP (Associazione Italiana Internet Provider), delineano un futuro più competitivo per le piccole realtà del settore.
“La crisi delle grandi telco e la mancanza di un sostegno pubblico per sovvenzionare il 5G dà la possibilità di essere tutti sullo stesso piano, grandi e piccoli operatori”, ha dichiarato Zorzoni. “I grandi operatori hanno problemi con i conti che non tornano mai”.
Secondo il vice presidente dell'AIIP, i piccoli operatori possono approfittare di questa situazione per competere con i colossi del settore: “Noi possiamo approfittare di questo momento perché siamo operatori che lavorano a livello locale, che hanno un rapporto diretto con i clienti”.
I numeri sembrano dargli ragione. Nell’ultimo anno i piccoli operatori sono cresciuti di un punto percentuale nel mercato dell’ultrabroadband, raggiungendo il 10,5% del totale. “Un totale del 10,5% nell’ultrabroadband dei nostri soci, al netto di Tiscali, che è diventata nostra socia e che incrementa ulteriormente questa quota”, ha spiegato Zorzoni. Questo risultato colloca i piccoli operatori al quarto posto nazionale fra i provider di servizi ultrabroadband fissi.
L'AIIP sta anche seguendo la discussione sul CUP (Canone Unico Patrimoniale) che alcuni Comuni richiedono per l’occupazione del suolo pubblico. Zorzoni ha affermato che, se questa tassa dovrà valere per gli operatori in fibra, “allora è giusto che la stessa norma valga anche per i player mobili”.
Sul fronte del rinnovo delle frequenze, Zorzoni è netto: non deve essere gratuito. “Non sarebbe compatibile con le regole europee. Il rinnovo deve essere oneroso e vanno riservate delle frequenze per le case sparse, per formare degli operatori di prossimità”. L'AIIP chiede inoltre la liberalizzazione delle frequenze del 5G privato.
Zorzoni (AIIP): “La crisi delle grandi telco è un'opportunità per i piccoli operatori”